Il cervo e l’uomo nella storia e nella natura: un rapporto antico

By | aprile 16, 2017

Fin dai tempi remoti l’uomo ha manifestato nei confronti del cervo un grande interesse che ha spaziato in numerosi campi di attività, da quello letterario e artistico a quello economico e venatorio. Questo grande mammifero selvatico, in diverse epoche e tra svariati popoli ha alimentato leggende mitologiche, sacre e profane; ha eccitato la fantasia di artisti; e stato oggetto di venerazione e di superstizioni; ha ornato effigi di dei; è stato ambito e regale trofeo di caccia; simbolo di nobiltà e di purezza ma an« che di mitezza e di possente fierezza. È stato uno dei soggetti della più antica arte, quella rupestre, e gli uomini del Paleolitico ce ne hanno tramandato delle splendide raf figurazioni sulle pareti della grotta di LASCAUX (Francia) e su quelle della famosa grotta di ALTAMURA (Spagna). Anche i Camuni dell’Età del bronzo e del ferro ce ne hanno lasciato valide e suggestive testimonianze attraverso le incisioni rupestri della Val Camonica ove il cervo è tra le figure più ricorrenti. Protomi di cervo ornano navicelle nuragiche dell’VIII-VI sec. a.C. e spade votive della stessa epoca, con stilizzate figure di cervo, venivano offerte alle divinità dai popoli nuragici della Sardegna. Il soggetto è ripreso mirabilmente nel bronzo di Pompei (conservato nel Museo civico di Palermo) rappresentante Ercole e la cerva, e nella scultura antica conservata nei Musei vaticani, che raffigura lo strazio di un cervo ferito dalla feroce aggressività di un cane. Ed ancora in diverse monete, quadri, arazzi, dipinti legni, ecc. ecc. Nella mitologia classica questo animale fu considerato sacro ad Artemide greca e alla dea romana della caccia, Diana, raffigurata con accanto statue di cervo e guerre, pesti e castighi avvennero in relazione ad uccisioni di carve sacre alla dea. Neli’Elide si celebravano le feste “Elafi” durante le quali venivano offerte in sacrificio alle divinità pagane dei cervi o, in loro assenza, altri oggetti in forma di cervo denominati Elafoi. Nella quarta delle sue fatiche, Ercole riusci a catturare, dopo un anno di inseguimento, la famosa cerva di Cerinea, che aveva le corna d’oro e le zampe di bronzo e che viveva sul monte omonimo, in Arcadia. ll cervo è stato simbolo di divinità tra gli Assiri gli Incas e i Celti che rappre sentavano Cernunno, dio della terra e protettore dei cacciatori, come un uomo con corna di cervo.

Estratto tratto da “Il cervo sardo” di Beccu

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